La mia ricerca pittorica ruota attorno al corpo, alla luce e alla traccia del tempo, ma anche al bello che esiste nel mondo.

La figurazione diventa uno strumento di indagine: non idealizza, ma interpreta ciò che è già presente sotto gli occhi di tutti.

L’olio, su tela o carta telata, consente una costruzione lenta e stratificata, in cui forma e materia emergono progressivamente.

Il bello non viene cercato come ornamento, ma come equilibrio fragile tra presenza, imperfezione e realtà.

I lavori non nascono per arredare, ma per instaurare un rapporto diretto con lo sguardo.

Ogni dipinto è un pezzo unico, aperto a una lettura personale, filtrato da un’interpretazione che non pretende di spiegare, ma di mostrare.

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